Credo profondamente nel comportamentismo, l’ambiente crea per noi i legami, le situazioni stanno sopra di noi, filano, tessono come le parche i fili dei nostri destini.
Condividere notti a mangiare fuori dopo ore di lavoro e ritrovarsi con il viso ancora concentrato a parlare di segnali, pattern, variabili statistiche…brilli, ebbri di luppolo locale in un autobus di una citta’ americana.
E queste onde sono dispersive, e le prove sono state fatte con poco criterio, e le velocita’ non tornano, ed i pico sensors sono stati messi con troppo fretta ed ora si paga perdendo tempo analizzando i segnali.
Troppo vecchio dalla giovane esperienza, capisci tu quale sia la parte migliore di tutto questo? riconosci una acquisizione affrettata? lotti con risultati che non tornano, capisci che non tornano, ti accorgi delle regolarita’ degli errori e non sai perche’ questi errori sono presenti?, allora studi, parli, ci ragioni sopra e non capisci…e’ natale e ci bevi su’.
Torni a casa e le tue onde guidate ti rincorrono e ti obbligano a scrivere in uno spazio che non senti piu’ tuo, controllato ogni tanto da pigri curiosi, categoria che ti appartiene.
Intanto in queste serate aleggia sempre.
Vorresti condividere, ma non puoi.
Vorresti sentire quella risata ma non c’e’ se non nella tua testa.
Ti distrai un’attimo per portarla con la mente davanti a tutto perche’ non ti va’ di tenerla dietro.
Forse non sai ancora quanto e’ li con te, ma devi andare avanti perche’ forse sara’ il tuo futuro.
Tirato dentro, tutto sara’ il tuo futuro.
Allora prendi una rincorsa e vai, tuffati di testa….paradossalmente e’ consolante sapere che puoi solo farti male.
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Primavera, lei e’ quella che non hai.
Tutta la primavera, e lei e’ ancora quella che non hai
Quel giorno non e’ da rifare, ma da ricordare.
Canzone che ritrae un ricordo, come solo un pennello farebbe.
Oggi ho conosciuto te, oggi forse ho qualcosa da perdere
Un vecchio e saggio ubriaco che a malapena conosco rispose cosi ad una innocente domanda…
“…nella mia vita sono stati determinanti gli addii…”
Frase riflettente dentro la mia testa, sempre, altrimenti ed apparentemente occupata.
La 5° si mette passando dalla marcia folle, freccia e sorpasso tutti in un lampo, e quando sei in corsia di sorpasso corri non ci sono cazzi.
L’asfalto sembra piu’ liscio, preparato per questo con tanta cura.
Io ancora penso solo a lei.
Non scrive,
forse legge,
Ma nonostante tutto ogni giorno che passera’, sara’ un giorno di gloria.
Ecco a voi delle immagini del mio arrivo negli stati uniti…
Ehh si lo so sono uno sboroncello, lo stato della pennsylvania non ha gradito il mio arrivo in grande, ma io sono cosi entusiasta che non potevo non entrare con il botto.
Mi scuso con i miei pochissimi lettori per i mancati aggiornamenti, ma d’estate ho la connessione a singhiozzo e qui non ho ancora la connessione a casa, per ora scrivo dal laboratorio, room 963 al piano 9 del benedum hall, il palazzone che ospita la facolta’ di ingegneria.
Che dire, il tutto e’ ancora piu’ “americano” di quanto immaginassi, tutti disponibilissimi e sorridenti, uno dei professori questo fine settimana organizza un barbecue a casa sua ed ha invitato tutti i collaboratori partendo da noi visiting scholars..
Insomma una figata, strutture mostruose e scrivo da un PC DELL messomi a disposizione al mio arrivo, una bestia del quale non conoscevo nemmeno l’esistenza…
Passo la quasi totalita’ del mio tempo qui in laboratorio, ho tutte gli strumentini dei miei sogni a disposizione, e se mi manca qualcosa…basta chiedere!! nel giro di due giorni sono in grado di fornirti licenze per qualsiasi tipo di software…che gaudio, che gioia, che giubilo.
Pero’ basta vantare le cose che ho trovato qui, tiriamo un po di popo’!!, ma quanto cazzo sono consumisti gli americani! aria condizionata ovunque e perennemente accesa, lavatrici mastodontiche, frigoriferi ideali per serial killer (potrebbero tagliare a pezzi un paio di persone e tranquillamente conservarne i resti nel congelatore piu’ piccolo che ho visto fino ad ora) a casa mia ho forno a microonde programmabile-ultra-tecnologico, asciugatrice per i panni (ho girato per casa come uno scemo per una buona mezz’ora cercando un banale stendibiancheria..), lavatrice-trivella…tutte micidiali macchine da guerra riciclate per l’uso civile, e la cosa divertente e’ che ne sfrutto si e no il 2%.
Passiamo alla componente mondana della mia ancora breve esperienza, per ora ho individuato la mia base strategica, Silky’s un bar in stile moe’s dei simpson dove si trova la birra locale a buon prezzo, il boss e’ simpatico anche se a primo impatto sembra un po’ scorbutico, ma si e’ intenerito quando ha capito che non riuscivo a dire il nome della birra piu’ bevuta in Pennsylvania, ripromettendosi poi di insegnarmi lui l’inglese.
Stasera il destino mi riserva invece una serata in un club gestito da immigrati greci, gli achei gestori non so’ chi siano ma li conosce la mia padrona di casa e mi faro’ guidare da lei…non ho molto scelta in effetti.
Vi abbandono, torno alle mie piastrine di alluminio.
Qui Pittsburgh, a voi studio!
Non ci credo…non puoi abbandonarmi.
invece si, per poco tempo ancora sarai separato dagli altri..
Per poco tempo ancora potrai vantare una identita’, sei morto sassolino…
Anzi guarda, prima che tappando la bottiglia inizi il tuo conto alla rovescia…
Prima che si sappia quanta aria ti riserva il tuo temporaneo esilio..
Parla, se vuoi parlami di te.
Ma che vuoi!…sai gia’ tutto, no?…
sii lo so, ma lo faccio per te…parla dai, chi eri e chi credi di essere ora?
Ero una caramella che, come sai, il tempo ha trasformato in pietra..
..Evidentemente e’ quello che meriti, no? arida pietra, guarda questo tappo…e’ tempo di tacere, e’ tempo di risparmiare l’aria…
Bastera’ un sassolino a far affondare una bottiglia?
Banale logica porterebbe ad un dipende..
Vivida speranza invece mi porta ora a pensare, e sperare, che questo semplice sassolino, per troppo tempo tormentatore delle mie scarpe, possa portarsi dietro bottiglia, tappo e messaggio.
Soppeso le possibilita’, ma rapidamente decido.
Affonda, muori.
Messaggi ne scrivo quanti ne voglio, ed anche se quella era l’ultima bottiglia…be’ si trovano altri portavoce, piu’ carini ed originali..
Guardala pure, girala, rigirala, vizia le tue dita rimirandola tra le mani.
E’ un peccato no? i lacci sembrano ancora nuovi, le cuciture ancora forti, ma ora via questa scarpa, gettala in mare tanto non servira’ piu’, e puoi fare lo stesso anche con la giacca, la cintura e i pantaloni.
Appallottola e lancia via quei calzini, a nessuno ora interessa se sono bucati o meno, ormai e’ timido il ricordo della civilta’ che tanto ti vincolava.
Sii libero ora, scrivi.
Una bottiglia, della carta e una penna per tanti piccoli oggetti, ricordi, persone e pensieri che ora irrimediabilmente ti lascerai indietro, che cancellerai scrivendo.
Per iniziare, dentro la bottiglia metti quel sassolino, un po’ di zavorra non guastera’.
Cari amici ascoltatorii…
scrivo ancora ma non pubblico tutto cio’ che partorisco, immagino capirete, questa storiella pero’ ve la lascio in dono fatene buon uso.
Signora Longari, allora eh eh…scelga eh eh….la busta numero uno, la due o la TRAAAH??
…Ma veramente signor Mike io sceglierei la tre?..
Bene cara signora eh eh, vediamo cosa dice la busta numero TRaaaAh..abbiamo qui una storiella, a lei il compito di trovarne la morale eh eh, la morale…dopo che avro’ finito di leggere avra’ trenta secondi per rispondere.
“C’era una volta, ma sicuramente c’e’ ancora, un popolo di persone piccole.
Non si tratta degli snorkye e nemmeno dei puffi, non hanno strani cappelli e men che meno strane proboscidi sulla testa, sono gli Gnorri.
Si insinuano nelle altrui vicende con parole facili dettate da falsa e fugace esperienza, infatti, rapidissimi nel ricamo, hanno una innata capacita’ nel tessere menzogne e un’altrettanto beata specialita’ nel condirle con un filo di realta’.
Verdi di vile e perenne speranza, ma in verita” verde e’ l’invidia che li anima, mediocrita’ il colore delle loro espressioni, viziato dal nulla e’ lo spirito che li tiene in vita.
Verde illuminato dal mitico racconto di una pentola di pepite d’oro.
Senti la coda che brucia, ti si scalda sotto il culo la sedia, uno gnorri potrebbe nascondersi in te.”
Allora signora che mi dice?
Signora…
Signora…..?
..Oddio un’ bicchiere d’acqua, la longari mi e’ caduta sullo Gnorri!
Fisso il vetro rendendomi conto della sua deformazione, ne seguo le linee quasi guidando con gli occhi le trasparenti piegature..distrazione prodotta da un difetto, distrazione interrotta dalla pioggia che arriva.
Il vento si arriccia, le foglie si mescolano, le nuvole accelerano.
Nonostante il suo handicap mi difende, e io mi fido della sua apparente solidita’..
Rassicurante, quando spio le api affamate in primavera.
Accogliente la vista, quando sollevano e demoliscono una macchina.
E’ sempre aperto se da fuori mi arrampico.
E’ sottile, e’ povero, e’ vetro di una casa all’uscita di una citta’..
Ma dove cazzo e’ attaccata l’altalena di Heidi??
E per fortuna non c’e’ caldo…
No infatti meno male..
Ehhh gia’ non ci sono piu’ le mezze stagioni, hai proprio ragione…
Che culo domani dovrebbe piovere lo ha detto il mago gabriel…
Ahhh be’ se lo ha detto il mago gabriel piove sicuro…
Ignoro che temperatura ci fosse oggi, in Universita’ sembrava di essere in un parco naturale..di quelli dove ti vengono presentati i vari climi terrestri.
Ma diamo la parola ad Alberto Angela, inviato sul posto.
“se avete la pazienza di seguirmi entriamo dentro il DIEM..
Il clima e’ secco ed asciutto, tendente al polare causa lo smodato utilizzo dei condizionatori…alla vostra sinistra potete notare infatti un pinguino reale che si iscrive all’esame di macchine 2..
Eccoci, qui il mistero si infittisce…tramite questo passaggio segreto azionabile mediante una strana maniglia usciamo in una zona nota come “il corridoio”..non fate caso alle carcasse, sono poveri studenti morti perche’ non sapevano che per farsi aprire al DIEM bisogna suonare due volte..come i postini..
Attenti!!, come potete constatare, si viene investiti da un getto d’acqua, e’ come se una intera bacinella vi venisse rovesciata addosso..questa e’ la famosa umidita’ bolognese dalle percentuali degne di elezioni bulgare, non trovate?
Mi raccomando ora usciremo ,attenzione mettetevi in fila indiana, passeremo dall’ingresso di via Vallescura.
In questa zona e’ difficile orientarsi, fitte mangrovie rendono appunto scura ed ombrosa questa valle che ricorda il clima di una palude…qui si trovano le abitazioni arroccate di due noti capi tribu’…Umberto Meneghetti, grande capo dei “Meccanici applicati” da sempre in lotta con il Clan cannibale di PierGabriele Molari, i “Costruttori di macchine”.
Sanguinose guerre si sono consumate in questi vialetti nascosti ai piu’, questi dipinti rupestri ricordano in particolare il conflitto meglio noto come “la battaglia dei manuali SKF”, di cui se ne ignora il vincitore…
Ci siete ancora tutti? ora rientreremo dentro il parco naturale passando da viale Risorgimento…non guardate il sole e non allontanatevi dal gruppo, in questo periodo dell’anno con queste temperature di rischia di avere strane visioni.
Era forte da questo lato del parco l’influenza della comunita’ “CL - comunione e liberazione”, forse i loro riti hanno lasciato un effetto indelebile sulla zona, molto simile al canto delle sirene…vi potrebbero apparire infatti delle fighette docili e mansuete che con sguardi affabili cercheranno di portarvi verso il loro culto..non fidatevi e tappatevi occhi ed orecchie! dietro quell’aspetto rassicurante si nascondono delle pazze furiose, vergini (almeno cosi dicono) per scelta che hanno fatto della saracinesca la loro sacra effige e di Gigi Buffon il loro idolo! non ne passa nemmeno uno!..
Noooo!! tu la’ in fondo non guardaree!

A terra!! tutti con le mani nei coglioni!! e’ lui, Don Giussanii! il gran capo supremoo!”

